CENTRO SPORTIVO ITALIANO - COMITATO DI FORLÌ
22 luglio 2016

Il punto - Olimpiadi

di Vittorio Bosio
Il punto - Olimpiadi

Per vincere le Olimpiadi bisogna fare degli italiani un popolo di sportivi

Ancora oggi ogni riflessione sulla opportunita` o meno di organizzare le Olimpiadi del 2024 in Italia, a Roma, parte da una lettura scontata e ormai superata di questa manifestazione come se i Giochi Olimpici fossero solo la massima espressione della competitivita` e nulla piu`. Da questo errore d’impostazione scaturiscono quegli altri che portano a pensare che si debba solo avere cura di selezionare i migliori atleti della Nazione per confezionare delle potenziali medaglie d’oro. Tutto e` finalizzato a questo risultato, dal reperimento delle risorse economiche per l’organizzazione, fino alla costruzione di nuovi impianti all’altezza dello sport di altissimo livello. Questo approccio a mio avviso e` di corto respiro. Lo sport in Italia produrra` campioni, sintesi di un movimento veramente diffuso, popolare, economicamente e socialmente rilevante, solo se sapremo finalmente capovolgere il punto di vista. Partendo ovvero dalla base, dal territorio, dall’infinita rete di societa` sportive che raccolgono, organizzano e permettono di fare sport a centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi (oltre che di giovani e di adulti). Ad inizio luglio ho avuto l’opportunita` di illustrare, in audizione al Senato, le idee del Csi sulla diffusione dello sport nella comunita` italiana. L’attivita` sportiva proposta e gestita dal Csi, oltre a rappresentare un punto di riferimento sicuro e di grande valore per milioni di famiglie, e` luogo di formazione, educazione, aggregazione. Potremmo fare esempi a non finire. Mi preme pero`, qui, sottolineare che se vogliamo delle Olimpiadi che esprimano il livello di sportivita` raggiunto dagli italiani, occorre valorizzare l’associazionismo sportivo per far crescere l’Italia dello sport in senso ampio, articolato e piu` solido. Fra le associazioni di promozione sportiva, il Csi da solo rappresenta 13.500 societa` sportive guidate da 90 mila dirigenti che quotidianamente si prendono la responsabilita` di portare atleti di ogni eta` sui campi, nelle palestre, sulle piste, in piscina, ecc. Che dire poi del valore sociale dello sport di base? Che ne sarebbe dell’Italia senza quella preziosa disponibilita` di decine di migliaia di allenatori e dirigenti che si preoccupano anche di chi e` ai margini della societa`, di chi stenta a scuola, delle famiglie dove si fatica a comprare pane e latte e dove gli scarpini per il figlio sono l’ultima delle priorita`? Siamo o no un popolo di sedentari che va incontro a rischi sanitari crescenti, con costi sempre piu` alti e insostenibili per la salute dei cittadini? Il Csi e` fra gli Enti che ha concretamente attivato iniziative per l’inserimento nello sport delle persone con differenti forme di disabilita`. Non viene fatto per ragioni caritatevoli ma per scelta di civilta`, per realizzare un’idea di sport che superi tutte le barriere. E` fin troppo facile ricordare, infine, come proprio il Csi abbia prodotto dignitosissimi progetti di inclusione e integrazione degli immigrati. Dunque, le Associazioni di promozione sportiva rappresentano un patrimonio che chiede solo di essere valorizzato. Con una maggiore attenzione del Parlamento e del Governo per queste realta`, avremmo finalmente nelle Olimpiadi un modo per far crescere in tutta la Nazione il livello della pratica sportiva, garantendoci un futuro di atleti anche di altissimo livello.